Piccole Perle… di saggezza
Come intuibile da quanto raccontato su Pushkar, non soltanto io ma tutto il gruppo con cui ho viaggiato, dopo quella esperienza così forte, ha sentito la necessità di una evasione.
Così, piuttosto che impiegare l’ulteriore giorno che avevamo a disposizione a Pushkar per tornare al lago e nella cittadina, abbiamo preferito andare alla scoperta di qualcosa di nuovo e inaspettato nei dintorni.
E così siamo finiti a Devnagar Country. Abbastanza in mezzo al nulla.
Abbastanza per capire, ancora una volta, quale sia la situazione in cui verte questo paese se, tra i sentieri sperduti, dove ci siamo inoltrati seguendo il pastore e le sue capre in foto, abbiamo ancora una volta trovato plastica e plastica a terra o addirittura incastrata tra i rami di qualche albero.

Tutto questo fa capire quanto sia difficile elaborare un viaggio come questo.
La dimensione spazia tra ciò che ti sorprende, ciò che ti schiaccia in virtù di un confronto tra filosofie di vita che non si incontreranno mai, con tutto ciò che puoi mettere in discussione di te stesso, e ciò che ti avvilisce perché non riesci ad andare così oltre da accettarlo.

Abbiamo anche avuto modo di conoscere un sacerdote brahmano.

I bramini sono la classe sacerdotale e intellettuale nell’induismo, considerata la più alta nel sistema delle caste tradizionali, i cui membri sono responsabili della conoscenza dei testi sacri, dell’esecuzione dei rituali e dell’insegnamento spirituale. Secondo i Veda, la casta dei bramini (sacerdoti) si sarebbe formata dalla bocca di Brahma, il Dio creatore.
“I Veda sono un’antichissima raccolta in sanscrito vedico di testi sacri dei popoli arii (che invasero intorno al XX secolo a.C. l’India settentrionale), opere di primaria importanza presso quel differenziato insieme di dottrine e credenze religiose che va sotto il nome di Induismo”.
I Guru, come colui che ci ha accolti, offrono indicazioni etiche, religiose e spirituali alle famiglie e agli individui, agendo come maestri spirituali (guru o acharya).
Ci è stato spiegato che ha dedicato allo studio 7 anni, ma solo dopo i quarant’anni si accede a quello che potremmo definire un ritiro spirituale, quando entra nel terzo periodo della sua vita, chiamato Vanaprastha, la fase che precede l’ascetismo.
Deve ritirarsi nel deserto e diventare eremita.
“Qui copre la sua nudità con la corteccia di un albero o con la pelle di un’antilope nera, non taglia unghie e capelli, dorme su una roccia o per terra, deve trascorrere giorni e notti senza casa, senza fuoco, in completo silenzio, mangiando solo radici e frutti. Deve costantemente mortificare il suo corpo, stare nudo sotto la pioggia battente, indossare un abito bagnato in inverno, stare sotto i raggi cocenti del sole in estate, in mezzo a cinque fuochi.”
“Dopo aver trascorso così 3 anni in preghiera e digiuno, il bramino entra nel quarto dipartimento della vita, chiamato Saṃnyāsa.
Solo qui è liberato dall’automortificazione e da tutti i rituali esterni.
Il vecchio eremita si immerge in una contemplazione perfetta e attende con un sorriso il momento beato della morte, quando l’anima lascia il corpo, come un uccello lascia il ramo di un albero.
L’anima di un bramino che muore nello stato di Sannyasa acquisisce immediatamente la fusione con la divinità (Nirvāṇī); e il suo corpo, in posizione seduta, viene calato nella fossa e cosparso di sale tutt’intorno.”
Источник: https://it.ayurtour.ru/articles/india/religiya/put-bramina-brakhmana/
© Аюрведатур
Ma è stato dopo che abbiamo fatto una immersione nello zucchero filato… dal quale non saremmo usciti più, quando Paolo ci ha portato a conoscere la FIOR DI LOTO SCHOOL, “Foundation helping Indian girls getting free education and better oportunities.”
Potete leggere sul sito tutti i loro progetti e gli achievements!
https://www.instagram.com/foundationfiordilotoindia/





Poi è venuto un altro posto assurdo: il villaggio di Kharekhari.
Strideva quel posto, strideva in modo assurdo.
Le donne pascolano le capre, l’atmosfera è rurale e le palazzine basse fin troppo moderne.


Sembra si sia trovata finalmente quella pace e quella quiete che manca ovunque in questo paese, in modo totale, ma poi passano motorini anche lì, rumorosissimi, improvvisi alle spalle, da farti venire un colpo.
Eppure, che volti, che donne, e le bambine… Bellissime!
Torni stralunata e allo stesso tempo innamorata.




Solo l’India mi ha fatto questo.
Mi ha stranita, ma senza rifiutarmi, a tratti accogliendomi con i sorrisi, tra la beffa e la simpatia sincera…
Mi ha presa a schiaffi, ma con amore, come una maestra buona che ti invita a non essere presuntuosa, perché non hai capito nulla e devi imparare ancora tantissime cose.















Ti prego devi fare una mostra con tutte le foto del viaggio…alcune mi hanno fatto piangere
Magari! Grazie :*