DELHI E RAJASTHAN – PARTE OTTAVA –ANCORA A JODHPUR

Possanza e gioco: magia! (2/2)


Riepilogo della puntata precedente, in linea a quanto ci riporta WIKIPEDIA: “Seconda città del Rajasthan e già capitale della regione storica del Marwar, Jodhpur è un’importante meta turistica per l’abbondanza di templi e palazzi di interesse storico e artistico, oltre che per l’imponente e maestoso forte di Mehrangarh, che da sei secoli domina la città da un massiccio di 130 metri. Soprannominata anche Sun city per la costante presenza del sole e di tempo sereno (siamo nell’area del Deserto di Thar), ma anche Blue city per il gran numero di abitazioni dipinte con tinta blu.”


E allora, eccovi nel blu dipinto di blu della magica Jodhpur…

Quando rivedo questi video e le foto, anche fatte dal cell, dove riascolto le voci dei miei compagni di viaggio, sono così felice di essere stata in quei posti!


Ripercorro ogni momento e ripenso a come mi sentissi: lontana, distaccata da un contesto che mi schiaccia costantemente, intriso di una cultura o subcultura, come dir si voglia, dominante, apparentemente contrastata da una ulteriore subcultura dominante perché perfettamente complementare all’altra, perché la completa e irrobustisce a sua volta: il gioco delle parti volto all’equilibrio eterno di chi vuole solo sopravvivere e fomenta visioni accelerate e viscerali, fondate su prese di posizione scambiate per ideologie, mai masticate a dovere, mai ingerite, mai metabolizzate e quindi mai consapevoli.


Dilagano i re-post sui social dei cacciatori di follower, che da ogni direzione parlano per slogan, si esprimono in modo impositivo e sviscerano realtà spesso prive di fondamento e che nessuno indaga… Io ho orrore di tutto.


E quando ripenso a quella distanza fisica ed emotiva raggiunta con i miei meravigliosi compagni di viaggio, con il caro Paolo, lontana da tutto, mi sento rinascere.

“Guardami, rido” (https://www.80kmdopo.com/racconto-di-viaggio-delhi-e-rajasthan-parte-prima-delhi/), mi sembra mi dicano dietro tutte le donne che incontro.


Hanno ragione e so che devo mettere in discussione tanto ancora di me stessa. E lo trovo affascinante, sfidante, un’impresa straordinaria, senza fine.

Mi avete guardata dritti negli occhi, bimbi adorati, e vi ho amato come ogni bimbo al mondo.

Ma la magia non si è limitata a questi vicoli blu, in cui, peraltro, abbiamo potuto constatare che, nonostante sembri un altro mondo nell’inferno indiano, anche qui, invece, hai tutti i rumori assordanti di un caos che in questo paese non trova evidentemente pace da nessuna parte!


La magia è continuata, e vi porto ora in quello che noi abbiamo in effetti visitato come prima cosa, appena arrivati a Jodhpur: IL POZZO!


Toorji Ka Jhalra Jodhpur


“Toorji Ka Jhalra è un antico pozzo a gradini situato nella città di Jodhpur, Rajasthan, India.

Fu costruito nel 1740 dalla regina del Maharaja Abhay Singh, Maharani Toorji.

Il pozzo a gradini fungeva da fonte d’acqua vitale per la gente della città e aveva anche un significato culturale.

Il pozzo a gradini è una meraviglia architettonica, nota per i suoi intricati intagli, il design elegante e la precisione con cui è stato costruito.

È composto da gradini che scendono alla fonte d’acqua, circondati da gallerie e alcove.”


“Davvero questi ragazzi si lanciano nelle acque del pozzo con tutti i vestiti?”

Sì.

“Ma poi…”

Nulla. Loro fanno così.


Nel tempio delle scimmie, nelle piscine, fanno lo stesso.


Al lago di Pushkar fanno lo stesso.


Loro si bagnano con tutti i vestiti. Non si ammalano, non gli viene niente, magari è davvero acqua di fonte vitale. Chi può dirlo?

Chissà a viversela per un po’ di tempo quanto e quanto altro ancora avremmo scoperto essere Jodhpur!


E io ero raffreddatissima, già da giorni… Nel video che ho postato nell’articolo “RACCONTO DI VIAGGIO – DELHI E RAJASTHAN – UNA PICCOLA PARENTESI CHE NON PUÒ ESISTERE DAVVERO” mi si sente tirare su col naso (santa pace!)


Avevo consumato tutti i fazzolettini e i miei compagni di viaggio, persone mai viste prima di allora, mi hanno donato i loro! Perché in India non si vendono. Non li usano… No, non li usano.


Eccomi, completamente raffreddata, assorta e incredibilmente felice, stagliarmi sullo sfondo della per sempre per me possente, giocosa e magica Jodhpur!

Vorrei stingere forte gli occhi, tapparmi le orecchie, respirare profondamente e ritrovarmi lì, con i compagni di viaggio, a rivivere le stesse identiche emozioni!

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