Tutto quello che ti porti dentro e ti fa male e tutto ciò che ti fa bene, che ti fa stare bene.
(Continua dalla Parte Prima)
L’Avana e Napoli, Casa e L’Avana, L’Avana e Casa ma nel mondo parallelo al contrario… L’Avana è tutto quello che ti porti dentro e ti fa male ed è tutto ciò che ti fa bene, che ti fa stare bene.

Lei, piccina, con la sua cannottierina azzurra, è Valeria. La sua amichetta vuole trascinarla a sgambettare nell’acqua, ma lei non vuole andare e ridono, entrambe, tantissimo.

Famiglia, cura dei capelli e delle unghie sono molto importanti…



…e una dieta a base di uova, anche!

E se i bambini giocano a pallone, per i grandi, sempre in strada, lo sport nazionale è il domino.

L’importante è viverla la strada. Ti ci puoi contare anche i soldi seduto sull’uscio. E’ normale.



Ha davvero tanto di Napoli questa città. Quando sono lontana da Napoli a mancarmi è quel suo modo di accogliere una parte diversa di me preparando il terreno in luoghi diversi.

Sono posti senza tempo. Come me.

Certo che nel corso degli anni questi posti sono mutati. L’immutabilità che intendo è una qualità propria dell’essenza di qualcosa al di là della sua trasformazione fisica. Ed è una cosa rara. Quella cosa che a me manca tanto. E in questa mancanza sento perdere pezzi, come da quei palazzi privi della cura dovuta. Perdo stralci importanti delle mie passioni trascurate e della mia storia. Perdo le persone che amo. Se qualcuno ti vuole bene, te lo dice. Ma se le cose cambiano scomparirà per sempre e senza dire nulla. Ho paura di sentirti dire che ci tieni a me, perché domani non ci sarai più. E se non me lo dici so che non sono nulla, ma posso essere tutto senza di te.
Di certi posti ne respiri la stessa essenza negli anni. È una sensazione che ha accompagnato tutto il mio viaggio a Cuba.

Il Malecón è maledettamente malinconico e incredibilmente affascinante.
Mi ha avvolta in una nostalgia delicata e affatto dolorosa.
Come una carezza sulla parte più sofferente del tuo cuore.
All’inizio il contatto risveglia un po’ il dolore, poi ti lasci andare alla tenerezza che ti regala quella vicinanza e il dolore scompare e ti apri e respiri e pensi che tutto, qualunque cosa ti sia mai successa prima, vada bene così.


Una passeggiata di diverse ore è bastata a immergersi in un ulteriore mondo a parte.
La vita su Malecón è ancora qualcos’altro.
Ci credi bene che Hemingway ha vissuto a Cuba per ventuno anni.









