Cuba. Introduzione.


Hai due occhi: riempili.


La solitudine all’inizio fa come il freddo, ti entra nelle ossa, ma poi ti si raggruma nella pancia e ti scivola sotto la pelle pungendoti l’anima con aghi di giaccio. E tu ti restringi dentro. Diventi proprio più piccola, ti assottigli, come un filo di cotone, un capello, come un filamento di un filo di erba. Ma non scompari.

Se arrivi al punto di non ritorno resti così, sottile e fragile, e non deve accadere: devi trovare il modo di allargarti di nuovo dentro. Ti fermi a pensare a come fare e, quindi, il primo passo è implicito: apri la mente. Dopo è ancora più semplice, ce l’hai lì quello che ti serve: due occhi. Non accadono miracoli, se stai pensando a tutto questo è perché non sei mai stata la priorità per te stessa. La priorità sono ora i tuoi occhi: riempili.


Quando sono partita per Cuba avevo paura. Avevo un mal di stomaco come mi accade raramente e mi sono detta che, ecco qua, avevo fatto la cazzata. Sono arrivata il quindici febbraio, erano le 22.30.

All’arrivo ti mettono in fila, passi i controlli e dopo ci sono delle signore a dei banchetti, tipo quelli della scuola, a cui devi consegnare il foglio dell’immigrazione. Quando è venuto il mio turno, sono capitata con questa signora un po’ grossa, con una folta chioma di capelli crespi e neri e occhi grandi e tondi, color nocciola. Mi ha guardata come se fossi un cucciolo di labrador che ha perso il padrone, ha aperto la bocca e, sorridendo sotto i baffi, ha detto: “Laura, ve”, con un gesto platealmente largo del braccio, di quelli che ti dicono, prego, accomodati pure. Dopo il controllo passaporti, timbro del visto e annessa verifica assicurazione sanitaria, puoi finalmente uscire.


Con il taxi, sono andata via dall’aeroporto passando in una landa di strade desolate e palazzoni che mi hanno ricordato i quartieri popolari che erano vicino casa mia dove abitavo da ragazzina. Il primo mezzo a motore che ho visto passarci accanto è stata una specie di moto Guzzi. Quel plot plot scoppiettante del motore, ricordo di quando sedevo dietro il mio migliore amico, ai tempi dell’università, mi ha emozionata. Il tizio aveva degli occhialini tipo aviatore che gli cingevano tutto il capo. Mi ha fatto sorridere, anche ripensare al mio amico. Una delle prime perdite importanti, scivolato via, scivolati via, l’uno per l’altra, come se nulla fosse stato.


A venire, avrei potuto ricordarmi di lui, di questa perdita, per capire che tutto cambia e nulla torna ad essere come prima.


Per me è difficile da accettare.


Vivo in una specie di limbo che frulla passato e presente e mi illude che il futuro possa essere affrontato da me con gli stessi immutati sentimenti.

(Trinidad, piccina sulla soglia della finestra del negozio di famiglia)

La tratta è durata circa mezz’ora e sono rimasta sospesa in una sorta di bolla anti ansia finché non siamo entrati nelle strade dell’Habana Vieja. Nella zona del convento dove abbiamo alloggiato non si può arrivare con la macchina. Il tassista mi ha preso la valigia e mi ha indicato dove dovessi andare. Si è avvicinato e mi ha detto: “En Cuba no te va a pasar nada, ya verás, estarás bien y te divertirás mucho.”

Ho pensato che dovevo avere ancora la faccia del labrador! Inutile dire che, con la maglia di lana addosso e quel caldo assurdo, ho trascinato la mia valigia più avanti per capire che non avevo affatto compreso dove dovessi andare. Un signore ha accolto il labrador perduto e lo ha portato al convento.

(L’Avana)

6 commenti

  1. Amore di labrador e di cucciolotta 😍mi ha colpito al centro dell’ anima(facendomi ricordare di averne una e di questo ti sono grata)la frase del limbo che frulla passato e presente che illude che il futuro possa essere affrontato con gli stessi immutati sentimenti…penso di aver capito perfettamente cosa intendi.
    E poi….quando continui???Sono rimasta sospesa nonostante il racconto si concluda con l’ arrivo…ditemi se non è dono della scrittura questo?!

  2. Ciao Laura
    Sono molto commossa,ammirata e orgogliosa di avere una NIPOTE così….non trovo le parole!
    Aspetto tutto il tuo”viaggio”
    Non vedo l’ora di leggerlo tutto!
    Intanto ti abbraccio e…a presto🤗😘💖😘

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