Rompere il confine

I miei primi “80 Km dopo”, quando mi accorgo di farli ogni settimana! E mi piace!

Grazie al mio lavoro, ho la possibilità di spostarmi e avvicinarmi a realtà diverse. Vedere volti diversi, modalità differenti di approcciare al lavoro, alle persone, modalità diverse di comunicare, riflettere, vivere in generale il confronto, fonte di arricchimento attraverso la diversità, osservare persone che hanno anche uno stile diverso nell’interfacciare gli altri, che si ricollega al modo con cui vestono, portano i capelli, si muovono, ti guardano e desiderano essere o magari apparire è straordinario.

Ma è lo “spostamento fisico” in sé a farmi già bene. Il salire su un mezzo di trasporto e iniziare un viaggio o semplicemente un “movimento” è “andare oltre”, rompere un confine, quello del quotidiano, quello delle pareti che sono sempre le stesse, di casa, della macchina, dell’ufficio, della salumeria sotto casa, della farmacia e persino della tua libreria preferita. Anche salendo sulla metropolitana, restando in città, ho la sensazione di rompere un piccolo confine. E mi aiuta già tanto. Quando quella persona di cui all’intro, e cui devo l’idea di questo blog, mi disse che non voleva una relazione, ero molto triste e contattai una mia carissima amica, che mi raggiunse a Piazza Amedeo. Scendo a quella fermata della metro una quantità infinita di volte… Eppure fu diverso, proprio perché il mio stato d’animo era diverso, anche se triste… ed ero in piena ora blu! Uno Wow mi pervase il corazón 😀

…e andammo insieme da un fioraio. E’ un posto meraviglioso! Sembra un vero e proprio vivaio!

Mi sentii felice, tutto il resto scompariva: avevo rotto il confine che mi ero stabilita da sola erigendo il muro della mia tristezza; avevo scavato un buco nel muro e mi ero ritrovata in mezzo a piante e fiori con una mia amica che li ama!

I miei 80 Km dopo sono cominciati il 26/02/2025, con una trasferta a Firenze, come racconto nell’intro. Ho capito che, contrariamente a quanto sempre da me fatto in passato, piuttosto che restare chiusa in hotel, la sera potevo anche prendere aria. E ho fatto una lunga passeggiata per tutto il centro di Firenze.

A Firenze sono stata almeno una decina di volte. Bisognerà poi che vi racconti bene cosa mi ha fatto maggiormente innamorare, condividendovi magari delle foto migliori di queste scattate con un vecchio cellulare.

Ebbene, cosa è accaduto poi?

Una trasferta a settimana! La prima settimana a Cisterna di Latina. Ok, non è stato il massimo, ma sono stata in un hotel che dava l’idea di essere nel nulla texano, e la mattina colazione in un bar pieno di lavoratori in transito per ogni dove 🙂

E’ andata meglio la settimana successiva: di nuovo Firenze e, poi, Roma.

A Roma l’agenzia mi ha dato un hotel vintage, fantastico! l’hotel Albani!

E per una volta, nel locale di fronte che cucina carne in tutte le salse, un bicchiere di vino ci sta 🙂

La settimana successiva sono stata a La Spezia. In queste trasferte ho lavorato tantissimo, ma ho anche imparato tantissimo, dalla realtà delle persone con cui mi sono confrontata. E loro dalla mia. Il confronto è scambio, è attingere a qualcosa di nuovo, è crescita, sempre.

Non è importante il “cosa”, se non ci metti il “come” giusto! Il come lo vivi dipende tanto da te.

Kisses & Love

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