Quanto la non esistenza di un sogno

Fuori una chiesa, al termine di un funerale.

Caldo, verso sera.

L’abbraccio che non dimenticherò mai per il resto della mia vita.

L’abbraccio che mi mancherà per sempre.

L’abbraccio in cui senti che i suoi atomi cercano di agganciare i tuoi,

con forza e tenacia e desiderio

e una mancanza che si anticipa,

per non soffrire troppo, poi, ancora,

ciò che si prefigura negli istanti successivi,

quelli in cui dovrà lasciarti andare.

L’abbraccio forte che non credevi avresti mai avuto per te.

L’abbraccio che non esiste: il tuo abbraccio.

Finisce senza un perché e nemmeno vuoi conoscerlo.

È il desiderio di un momento, dell’eternità di un momento, lunga quanto la non esistenza dei sogni.

Un abbraccio che non esisteva, mentre le sue molecole si nascondevano sotto la tua pelle.

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